Investire in Aziende di Energia Rinnovabile in Italia nel 2021

Come investimento sicuro sul lungo termine, quello sulle energie rinnovabili diventa non solo un’opportunità di guadagno, bensì anche un obbligo verso il pianeta. Infatti, l’economia globale fa sforzi crescenti per la completa decarbonizzazione, con spese di oltre 2 trilioni di dollari e altrettanti in programma per raggiungere il 100% d’alimentazione da fonti naturali.

Al 2020, le energie rinnovabili sono circa il 34% del totale in Europa e il 12% di quello internazionale. L’Italia è uno dei paesi più all’avanguardia nel settore, con nomi importanti e previsione d’investimento di oltre 60 miliardi di euro entro il 2030. Quali sono le migliori aziende d’energie rinnovabili italiane?

Energia rinnovabile in Italia, la situazione attuale

Secondo Terna, al 2020 le energie rinnovabili hanno permesso di soddisfare circa il 35,9% della domanda elettrica nazionale, con forti crescite per:

In calo invece la produzione da idroelettrico a -3,1%, attestandosi al 41%, stenta ancora quella a idrogeno e le importazioni, sono a -9,5%. Il consumo totale d’energia elettrica rinnovabile in Italia è di 302,7 TWh.

Stando ai dati del Ministero dello Sviluppo Economico e del nuovo Ministero della Transizione Ecologica, ammonta a circa 18,22 miliardi di euro la spesa annuale per finanziare fonti d’energia pulita, specialmente la filiera dell’idrogeno pulito, e 10 dedicati solo a energia elettrica, principalmente solare ed eolica. Tuttavia, dei 222 miliardi di euro del Recovery Fund destinato all’Italia solo 69,8 sono dedicati a misure ecosostenibili.

In ogni caso, l’obiettivo di triplicare la potenza da energia solare e raddoppiare quella da eolica entro il 2030 prevede nuovi investimenti superiori ai 60 miliardi di euro.

Investire in Aziende di Energia Rinnovabile in Italia nel 2021
Immagine sopra: I brand Enel ed ENI

Come investire in aziende di energie rinnovabili in Italia? 3+2 nomi da considerare

Secondo il Piano Nazionale Integrato per Clima ed Energia, elaborato dal MISE, la transizione dalle energie esauribili e la crescita delle rinnovabili sono guidate da fotovoltaico ed eolico, tanto che l’Italia ha già superato l’obiettivo fissato dall’UE per il 2020, di consumo lordo di almeno il 17%.

 1. Enel

Fondata come ente pubblico nel 1962 e divenuta società per azioni nel 1992, Enel ( BIT: ENEL ) è la prima società italiana del settore dell’energia elettrica e gas. Il suo nome è l’acronimo di Ente Nazionale Energia Elettrica. Con circa 70.000 dipendenti e 10 milioni di clienti, ha fatturato di 77,4 miliardi di euro e utile netto di 3,5 miliardi.

Presente anche nel mercato libero, dal 2008 Enel da’ vita a Enel Green Power, per concentrare le sue attività sulla produzione d’energia elettrica rinnovabile, con l’obiettivo di ridurre l’emissione di gas nocivi e raggiungere nuovi record d’efficienza. La produzione Enel Green Power rappresenta circa il 50% di quella totale Enel. Nonostante gli effetti del Coronavirus, grazie alla sua componente green il titolo Enel ha avuto una crescita superiore al 50% nell’ultimo anno.

  • Energia prodotta: elettrica e riscaldamento
  • Fonti impiegate: geotermica, idroelettrica, eolica, biomasse, solare
  • Capacità installata: 47,2 GW
  • Capitalizzazione: 89,4 miliardi di euro
  • Valore azioni attuale: 8,24 euro
  • Performance dal 15/03/2020: +50,3%

2. Eni

Fondata nel 1953 come ente pubblico e convertita in S.p.A. nel 1992, l’Ente Nazionale Idrocarburi ENI ( BIT: ENI ) è una multinazionale italiana specializzata in produzione e distribuzione di energia elettrica e gas naturali per famiglie e imprese. E’ universalmente riconosciuta per il suo Cane a sei zampe. Al 113o posto della classifica Fortune 500, è presente il 66 paesi con circa 32.000 dipendenti, di cui 21.078 in Italia, conta circa 8 milioni di clienti, con fatturato di 69,9 miliardi di euro e utile netto di 2,8 miliardi.

Attraverso Eni Energy Solutions, dal 2015 si specializza nella produzione d’energie rinnovabili, contribuendo alla decarbonizzazione prevista dal Piano Nazionale Integrato per Clima ed Energia con parchi eolici e fotovoltaici in tutta Italia. Nonostante sia al minimo storico a causa della contrazione del petrolio, il titolo Eni ha avuto una crescita imponente nell’ultimo anno, si può quindi considerare una delle migliori aziende d’energia rinnovabile in Italia su cui investire, da acquistare e mantenere sul lungo periodo.

  • Energia prodotta: elettrica e riscaldamento
  • Fonti impiegate: solare, eolico, gas naturale
  • Capacità installata: 945 MW
  • Capitalizzazione: 37,1 miliardi di euro
  • Valore azioni attuale: 10,44 euro
  • Performance dal 15/03/2020: +60,9%

3. A2A

Fondata nel 2008 dalla fusione di AEM e AMSA di Milano e ASM di Brescia, A2A è una società multiservizi incentrata su ambiente, energia e nuove tecnologie, attiva in produzione e distribuzione di energia elettrica e gas naturali per privati, aziende e mobilità. Tra i servizi offerti anche soluzioni di manutenzione e assistenzia sanitaria. Con circa 12.000 dipendenti e oltre 2 milioni di clienti in Italia, vanta fatturato di 7,2 miliardi di euro e utile netto di 154 milioni.

Controllata al 25% dal Comune di Brescia e 25% dal Comune di Milano, il restante 50% dell’azionariato è collocato sul mercato. Nonostante la crisi CoViD-19 abbia portato il titolo A2A al suo minimo storico a marzo 2020, nell’ultimo anno ha avuto una crescita superiore al 40%, attestandosi tra i migliori operatori di settore nel mercato libero.

  • Energia prodotta: elettrica, riscaldamento, mobilità
  • Fonti impiegate: idroelettrico, solare, biomasse
  • Capacità installata: 5 GW
  • Capitalizzazione: 4,6 miliardi di euro
  • Valore azioni attuale: 1,48 euro
  • Performance dal 15/03/2020: +43,7%

4. Sorgenia

Fondata nel 1999 a Milano, Sorgenia è uno dei principali produttori e fornitori di energia elettrica e gas naturale del mercato libero (la società è stata costituita in concomitanza col Decreto Bersani 79/1999). Assieme a Edison, nel 2015 ha presentato il Manifesto per l’Energia del Futuro, a cui ha aderito anche la tedesca E-ON. Con circa 300 dipendenti e 400.000 clienti in Italia, ha un fatturato di 1,6 miliardi di euro e utile netto di 14,5 milioni.

Il suo punto di forza è il campo eolico, ma grazie alla controllata Sorgenia Solar dal 2005 si specializza nella costruzione di moduli solari. Nonostante non abbia un titolo su Piazza Affari, è una delle principali aziende d’energia rinnovabili italiane su cui investire: da dicembre 2019 la totalità delle sue azioni è detenuta dal veicolo societario Zaffiro S.p.A., controllato al 72,4% dal Fondo Infrastrutturale Italiano e al 27,6% da Asterion Industrial Partners.

  • Energia prodotta: elettrica e riscaldamento
  • Fonti impiegate: solare, eolico
  • Capacità installata: 4,8 GW

5. Alperia

Fondata nel 2016 in Alto Adige, Alperia nasce dalla fusione di Etschwerke, SEL e SELFIN di Bolzano, specializzandosi in produzione e distribuzione di energie rinnovabili da idroelettrico e biomassa e gas con oltre 40 strutture in tutto il Trentino-Alto Adige. Conta circa 1.000 dipendenti e 280.000 clienti, con fatturato di 1,6 miliardi di euro e utile netto di 14,3 milioni.

Il suo punto di forza è l’acqua delle montagne circostanti, che produce più di 4 GW annuali (si ricordano le centrali di Bressanone e Merano), mentre con l’affiliata Edyna gestisce 8.630 km di reti elettriche. Dopo l’offerta pubblica per il 93,19% del capitale di Green Power, il titolo Alperia non è più disponibile su Piazza Affari.

  • Energia prodotta: elettrica, riscaldamento, mobilità
  • Fonti impiegate: idroelettrico, biomasse, solare
  • Capacità installata: 4,5 GW

Conclusioni

Dopo aver esaminato alcune aziende di energie rinnovabili in Italia su cui investire, si può notare come queste rappresentino l’avanguardia del settore con soluzioni in continua evoluzione, sempre più mirate verso l’irreversibile processo di decarbonizzazione. Questo anche nelle realtà non quotate in borsa, mentre le altre, malgrado le criticità portate dal CoViD-19, hanno performance dal 2020 estremamente positive.

A conti fatti, a fronte di investimenti imponenti, sono questi i nomi che permettono all’Italia di raggiungere i risultati attesi sulla produzione d’energia rinnovabile. Ciò che è certo, è che la transizione sarà ad ampio respiro, vedendo risultati più consistenti nell’arco di 5 o 10 anni.

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